Cosa è la mastoplastica riduttiva?

La mastoplastica è un intervento di medicina chirurgica che viene effettuato al seno al fine di modificarne le dimensioni, la forma e la consistenza. Numerose e varie possono essere le motivazioni che conducono le pazienti sotto i ferri: da determinanti di natura esclusivamente estetica a ragioni di carattere sanitario.

In ogni caso, il filo comune non potrà che esser rappresentato da un lavoro di elaborazione della mammella, più o meno invasivo.

Di norma, quando si parla di mastoplastica, soprattutto in termini di chirurgia estetica, ci si riferisce principalmente alla mastoplastica additiva, ovvero a quella tecnica di inserimento di protesi mammarie molli (in silicone sanitario, ma non solo) al fine di ingrandire le dimensioni del seno.

Tuttavia, la masoplastica può anche essere finalizzata a ottenere il risultato inverso. Prende infatti il nome di mastoplastica riduttiva la tecnica di intervento chirurgico finalizzata alla riduzione del volume eccessivo del seno.

Una tecnica che pertanto, ad esempio, potrà risultare di sollievo per cercare di eviare complicazioni alla colonna vertebrale a causa del peso eccessivo.

Nell’ipotesi di mastoplastica riduttiva, di norma, le cicatrici avranno una particolare forma a T rovesciata o, per riduzioni limitate e conseguenti interventi intorno all’areola mammaria, con una forma periareolare. Per quanto ovvio, maggiore sarà la riduzione da effettuare, e maggiori saranno le probabilità di evidenza di una cicatrice di dimensioni più ampie.

Di solito le operazioni di mastoplastica riduttiva vengono effettuate in in anestesia generale, e richiedono un accurato periodo di analisi e cautele pre e post intervento, soprattutto a ridosso dell’operazione.

Per tale motivo è frequente il ricovero delle pazienti per almeno 2-3 giorni e, al termine dell’intervento, un periodo di riposo pressochè assoluto per almeno 2-3 settimane, e ulteriori 1-2 settimane di lievi sforzi, con impegni e attività fisiche molto contenute.