Lato b: meglio gli impianti o il lifting?

lato bSecondo l’American Society of Plastic Surgeons (ASPS) , il numero di persone che ha ricevuto protesi per ingrandire il proprio “lato b” è in costante aumento, così come in crescita risulterebbe altresì essere la quota di persone che negli ultimi anni ha ricevuto un trattamento di lifting del fondoschiena.

La maggior parte dei pazienti che si è sottoposta a simili interventi, come era lecito attendersi, era costituito da donne… ma quali sono i vantaggi e le caratteristiche delle tecniche degli impianti al “lato b”, e quali invece quelli dei lifting?

Partiamo dagli impianti, primo metodo di ingrandimento del gluteo. L’impianto, in genere, comporta da parte del chirurgo l’inserimento di una protesi di silicone in ogni zona dei glutei, mediante una singola incisione sovrastante il coccige. Affinché il paziente ottenga un miglioramento estetico ottimale, le protesi devono essere posizionate nel modo più naturale possibile.

L’aspetto negativo di questo metodo di aumento del gluteo è semplicemente dovuto al fatto che i muscoli interessati dall’impianto vengono utilizzati ogni momento, non appena si cammina o ci si siede.

Pertanto, vi è un maggiore dolore durante il periodo di recupero rispetto alla procedura del lifting. La lunghezza del tempo di recupero per la chirurgia mediante impianto è conseguentemente più lunga.

E il lifting? Questo metodo sembra attirare maggiormente le persone per diversi motivi, ed è per questo che più pazienti lo scelgono rispetto alla chirurgia implantare del gluteo.

Un lifting del sedere offre inoltre, ai pazienti, una duplice soluzione ad effetto: il grasso verrà aspirato da una o più zone del corpo con la liposuzione, e potrà poi essere iniettato in punti specifici dei glutei.

Vi è un rischio minimo di infezione dovuta al fatto che il materiale utilizzato è lo stesso grasso del paziente.

La procedura permette di creare correttamente un piano personalizzato per ogni specifica ipotesi, scolpendo i glutei e ottenendo dimensioni più voluminose.